Cronaca. Case stampate in 3D

Queste case stampate in 3D si costruiscono in 24 ore e costano 3,5 mila dollari. Il progetto partirà da El Salvador per risolvere l’emergenza abitativa dei più poveri. L’annuncio della nuova tecnologia ad Austin, Texas


Cronaca di Marco Gritti su AGI del 13 marzo 2018


Le case del futuro, stampate in 3D nel giro di ventiquattro ore, arriveranno inizialmente a El Salvador, uno dei paesi più poveri al mondo. New Story e Icon, le due società che hanno sviluppato la stampante 3D in grado di costruire abitazioni, hanno deciso di ribaltare le abitudini: l’innovazione servirà per primi i più poveri, e poi si vedrà. Quanto costeranno queste case? Poco, pochissimo: tra i 3.500 e i 4.000 dollari.

L’annuncio è arrivato lunedì 12 marzo da Austin, in Texas, dove è in corso il South by Southwest, un festival annuale che mescola conferenze, film e musica. Proprio nella città statunitense è stata svelata la stampante, che si chiama Vulcan, e rappresenta il fulcro dell’innovazione. È trasportabile su camion, in modo da essere ricollocata per stampare case anche altrove, utilizza materiali facilmente rintracciabili, e agisce stampando la casa un livello dopo l’altro, come fossero mattoni appoggiati l’uno sull’altro. E alla fine viene fuori un’abitazione le cui dimensioni variano dai 55 ai 75 metri quadrati: due camere, una cucina e un bagno (mentre il tetto non viene stampato ma costruito a parte) costruite secondo gli standard dell’International Building Code. Proprio ad Austin le due società hanno collocato un’abitazione costruita grazie a Vulcan. La casa si presenta così.


Quella in mostra ad Austin non è che un esempio, una sorta di casa-modello che lo staff di Icon utilizzerà per testarla e eventualmente valutare migliorie. Le prime vere abitazioni verranno costruite a El Salvador, il paese dell’America Centrale affacciato sull’oceano Pacifico, nei prossimi diciotto mesi. Il progetto è costruire una comunità di cinquanta case, per cominciare. “Milioni di famiglie non hanno un tetto sotto cui vivere, cioè il bisogno più basilare dell’uomo”, spiega New Story, una no-profit già da tempo attiva nel fornire abitazioni a famiglie che si trovano in povertà a Haiti, El Salvador, Messico e Bolivia. Insieme a New Stoty, a sviluppare la stampante 3D ci ha pensato Icon, un’azienda di costruzione secondo cui Vulcan e la tecnologia di stampa 3D “miglioreranno di dieci volte” la costruzione delle abitazioni, grazie a tecniche più veloci, con meno sprechi e più economiche. Senza considerare poi la possibilità di cambiare il disegno delle case, un’eventualità facilmente offerta dal meccanismo di progettazione che sta alla base di questo tipo di stampa: per apportare modifiche alla struttura è infatti sufficiente modificare la tavolozza di disegno.

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