Cronaca. “Ora tocca a noi”. La parola ai Millennials

“Ora tocca a noi”. La parola ai Millennials. Incontri, emozioni, dibattiti, storie giovani. L’ideatrice: “Un Festival dell’ascolto”


Questa →cronaca di Maria Corbi è pubblicata su La Stampa del 5 aprile 2017


I giovani sono un pianeta complesso, ma possibile da decifrare se si riforniscono di speranza, merito, futuro. Prima di tutto però occorre conoscerli. E ascoltarli.

E in questa direzione va il Festival dei Giovani, alla sua seconda edizione (da 4 al 7 aprile), organizzato dalla Società Strategica Community insieme alla Università Luiss Guido Carli. «È un Festival dell’ascolto», spiega l’ideatrice e responsabile Fulvia Guazzone, Ceo di Strategica Community, creatrice di format di comunicazione verso giovani. «Quando l’anno scorso siamo partiti lo abbiamo fatto perché nelle scuole avevamo raccolto dai ragazzi il fatto che non si sentivano capiti e quindi rappresentati nel modo corretto attraverso i media. Chiedevano di farlo loro, di presentarsi con i loro sogni, la loro vita, il loro mondo, le loro idee. E lo hanno fatto davanti a una telecamera producendo un film che è uno straordinario racconto generazionale. Da lì l’idea di offrirgli un appuntamento in cui presentarsi, e dove sono i protagonisti».

Il bullismo
E così eccoli i Millennials, a parlare di temi che li coinvolgono e a dare le coordinate necessarie per farsi conoscere nel modo giusto. Ieri il dibattito sul bullismo, con i racconti delle esperienze personali, ma anche le idee per combattere questo tipo di atteggiamento diffuso tra gli adolescenti. Oggi un confronto sulla liberalizzazione delle droghe leggere dove cinque giovani favorevoli e 5 contrari dibatteranno moderati da Michelle Martone, ex viceministro del Lavoro e delle Politiche sociali del Governo Monti, professore di diritto del lavoro. Insomma in un mondo in cui la parola viene data sempre e solo agli adulti, questi 4 giorni rappresentano una assoluta (purtroppo) novità. Tra i dibattiti «under 18» anche quello sul rapporto genitori-figli, uomo–donna, vegani e onnivori.

Presenti migliaia di studenti provenienti da tutta Italia, di cui 4.000 in Alternanza scuola-lavoro, 3.000 impegnati nel social journal Noi siamo futuro e 2.000 adolescenti innovatori al concorso «La tua idea di impresa», una competizione tra le startup che nascono sui banchi di scuola. L’anno scorso ha vinto il premio innovazione l’Istituto Sobrero di Casale Monferrato i con il progetto «Airlite», per il recupero dell’anidride carbonica dai fumi di combustione (per trasformare in carbonato di bario che ha degli utilizzi industriali). «Quest’anno – racconta il professore Luca Cavallero – portano un progetto di chimica sostenibile molto interessante, per il recupero del carbonato di calcio dai gusci d’uova che vengono buttati dalle aziende alimentari. In questo modo si ottiene una materia prima da materiale di scarto per evitare di prenderlo dalle cave di marmo e quindi deturpare il territorio. Un guscio d’uovo pesa circa 7 grammi e se ne recuperano 6 grammi, quindi si ha un recupero superiore al 90 per cento».

«Emergenza futuro»
Giovani imprenditori, ma anche giovani politici, scienziati, filosofi, crescono, dunque e si mettono in gioco, ci provano, quando il mondo adulto lascia loro spazi e concede fiducia. E in questo luogo dedicato a loro, in una delle cittadine di mare più belle d’Italia, Gaeta, si ha la possibilità di conoscerli e di cancellare il ritratto che spesso troppo velocemente gli adulti ne fano. Qui non ci sono play station dietro cui nascondersi, non ci sono cuffie alle orecchie per isolarsi. E non ci sono «i grandi» a togliere la parola. E c’è la voglia di rispondere in proprio «all’emergenza futuro».

Nei 130 eventi in programma al Festival si affrontano molti temi di attualità dall’immigrazione alla parità di genere; dall’Europa all’economia sostenibile, dal tema «Come mi costruisco un lavoro» alla disabilità vissuta in positivo; dal lavoro ai tempi dei social network all’economia circolare. Spazio anche ai sentimenti con i laboratori sulle emozioni, e al l benessere fisico e psicologico dei ragazzi; sessioni su come imparare a focalizzare i propri sentimenti; ad amare e vivere felici.

Una generazione piena di idee che viene lasciata al palo dagli adulti e che invece avrebbe molto da offrire per cambiare il mondo. «Il Festival dei Giovani – commenta Giovanni Lo Storto, Direttore Generale della Luiss – è un appuntamento che diventa tradizione. I ragazzi oggi desiderano un luogo per capirsi e per farsi capire, mettendo a fuoco non solo i loro interessi e le loro passioni, ma anche le potenzialità nascoste, per costruire il proprio futuro, con una consapevolezza: che contaminarsi di idee, pensieri, progetti è sempre fonte di arricchimento».

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