Diario di viaggio. Desesperados

Nella trincea dei desesperados


Pagina di →diario di Alberto Moravia, “Nella trincea dei desesperados”, in Impegno controvoglia, Milano, Bompiani, 1980


Ci sono dei paesi al mondo che riuniscono un massimo di bellezza naturale ad un massimo di infelicità sociale. La Sicilia, per esempio, è uno di questi paesi. Anche il Guatemala. Non più grande dell’ Italia del Nord, il Guatemala è un Messico in miniatura, con le bellezze del Messico, ma tutte vicine e a portata di mano. In due ore si raggiunge in macchina da Guatemala City qualsisi punto della costa del Pacifico, discendendo al mare a precipizio,per gole rupestri e altissime montagne, attraverso una natura insieme alpina e tropicale. Nel Guatemala c’è uno dei laghi più belli del mondo, di una melanconia e di una solitudine selvagge da preistoria: il lago Atitlan. Il Guatemala è il paese dei vulcani. Ce ne sono una cinquantina. Ho conosciuto un proprietario di terre che che aveva un vulcano, per così dire, privato, nella sua piantagione. Un piccolo vulcano tutto pieno di piante di caffè. Infine nel Guatemala gli Spagnoli hanno costruito monumenti di bellezza non inferiore a quelli del Messico. L’antica capitale Antigua, abbandonata dopo un terremoto disastroso, è una delle città più affascinanti dell’America centrale.
(…) Ma parliamo del massimo di infelicità sociale. Ci sono nel Guatemala circa cinque milioni di abitanti, di cui il venti per cento sono latini, ossia mestizos e criollos (meticci e bianchi) e l’ ottanta per cento indios di razza Maya. Questi ultimi sono nella quasi totalità analfabeti e, come è stato detto, costituiscono solo un elemento del paesaggio; vale a dire non partecipano in alcun modo alla vita civile. Nel Guatemala il novantotto per cento della terra è proprietà, esattamente, di 142 persone. Soltanto un decimo dei bambini va a scuola. Non c’è che un dottore ogni 6300 abitanti. La durata media della vita è di quarant’anni per gli indios, di cinquanta per i latini. Il reddito medio è di 130 dollari annui. E così via.

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