Diario di viaggio. Us Hotel

US hotel


Pagina di →diario di Mario Soldati, “U.S. Hotel”, in America primo amore, Milano, Mondadori,1976


Odore delle stanze d’albergo americane. Odore non spiacevole; ma triste. Forse è la sovrapposizione, l’impasto dei profumi delle persone che vi sono passate. Creme per la barba, creme per la pelle, dentifrici, borotalco, ciprie, lozione per i capelli, ecc. Tutto il complicato armamentario della pulizia americana. Tutta la pulizia, tutto lo strato chimico con cui anche l’ ultimo piazzista del Middel West difende, isola, razionalizza il proprio corpo. L’aridità delle povere vite par che indugi tra le pareti, sospesa nel denso profumo di saponetta. E quasi l’eco dei tetri frizzi e delle vuote risate.
Il pavimento è ricoperto da uno spesso strato di felpa verde. Le pareti sono nude, tirate a gesso color crema. E ornate di due o tre stampe.
Se la camera è da dodici dollari,sono copie di stampe francesi del Settecento. Le solite scenette. Alcove, abbracci,, recessi ombrosi, pastorelle, dame, fantesche, cicisbei. Les confidences . La lettre . La jolie bergère . E certamente daranno agli inquilini americani un senso di lusso, di lascivia, di corruzione. Very continental , direbbero essi con un aggettivo che hanno caro, tra l’ironico e l’invidioso. Molto continentale,cioè molto europeo.
Ma chi può pagare soltanto sette dollari deve contentarsi di scene di caccia alla volpe. Cani, cavalli, livree rosse: copie di stampe inglesi dell’Ottocento.
Chi infine non paga più di tre dollari subisca tutta la severità americana. Contempli rispettoso i classici soggetti della Nuova Inghilterra: la Casa Bianca, il Lincoln Memorial, Mont Vernon, l’Obelisco di Washington. O tutt’al più il Potomak e la Battery come erano una volta.
Lo scrittoio, il letto, il cassettone scorrono su rotelle di gomma e possono essere spostati senza fatica da un fanciullo. La stanza è piccolissima. Ma chi voglia il letto accostato alla parete di sinistra invece che a quella di destra o viceversa, opera il trasporto in mezzo minuto.
Anche la stanza da bagno è di solito piccola; ma sempre perfettamente attrezzata. Una tenda di seta impermeabile, rosa,verde o azzurrina, chiude lo stanzino per la doccia.

Occorrerebbe un opuscolo per enumerare tutte le features: tutte le fattezze, i pregi, le specialità di una stanza d’albergo americano. E la luce azzurra per la notte. E la radio in ogni stanza. E il giornale della città dove il cliente abitualmente risiede, tutte le mattine inserito sotto l’uscio con i complimenti del direttore dell’ albergo.
Eppure tutto questo servizio, anzichè addolcire, alleviare il soggiorno in una camera estranea, opprime. Sopprime, è vero, l’impazienza per l’acqua calda che non viene, il nervoso per la presa della luce che non funziona; ma anche le reazioni, i gusti, la vita personale del viaggiatore.

Guida alla lettura

Due sensazioni dominano questa descrizione: l’olfatto e la vista. Sulla base di esse la descrizione della stanza trova un proprio ordine. Infatti la stanza è dapprima presentata al lettore per l’odore particolare che è in essa percepibile. Poi la vista guadagna un ruolo dominante.

La stanza è così descritta dal pavimento alle pareti; dall’arredamento, alle comodità della stanza da bagno. Le stampe alle pareti attirano l’ attenzione dell’ autore. A seconda della categoria dell’ albergo cambiano i soggetti delle stampe. Solo i soggetti, non la qualità della riproduzione.  E’ un particolare che sottolinea, al di là dell’apparente differrenza, proprio l’omologazione delle stanze d’albergo, il loro essere standard e perciò opprimenti perché irrispettose della personalità di ognuno, così come suggerisce l’idea centrale del brano.  L’odore delle stanze d’albergo americane è odore di pulizia chimica Come l’odore, anche l’aspetto delle stanze è confortevole, ma è il medesimo ovunque, è standard.

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