Divulgazione. A due passi dalla Luna ci sarà una ‘stazione di servizio’

A due passi dalla Luna ci sarà una ‘stazione di servizio’


Questo →articolo divulgativo di Umberto Guidoni è pubblicato su agi.it il 4 aprile 2017


Negli ultimi anni, la fase di preparazione per lo storico “Viaggio su Marte” prevedeva il re-indirizzamento di un asteroide (Asteroid Redirect Mission o ARM), per portarlo in un’orbita lunare raggiungibile dalla nuova capsula Orion e dagli astronauti. Questo progetto sembra ormai tramontato, visto che ARM non compare nel budget della NASA che Trump ha presentato per il 2018. Anche per questo, l’ente spaziale americano ha avanzato la proposta di realizzare una mini stazione spaziale in prossimità della Luna (Deep Space Gateway) che, in prospettiva, potrebbe diventare il futuro trampolino verso Marte.

Le novità dello “spazioporto lunare”
Lo “spazioporto lunare” potrebbe essere realizzato durante le prime missioni del nuovo razzo (Space Launch System o SLS) e della capsula Orion che dovrebbero effettuare il primo volo congiunto alla fine del 2018. Due le novità principali: il budget contenuto grazie all’utilizzo di parti già sviluppate per la Stazione Spaziale Internazionale e la sua collocazione nel 2° punto di Lagrange lunare (L2). La base si troverebbe oltre l’orbita lunare, a circa 60.000 km dalla faccia nascosta, dove l’attrazione congiunta Terra-Luna permetterebbe alla base di “librarsi” in un posizione fissa rispetto al nostro satellite e di accompagnarlo nella sua orbita intorno alla Terra.

L’avamposto cislunare
Dopo la fase di realizzazione, l’avamposto “cislunare” dovrebbe diventare una vera base abitata, da dove potrebbe essere possibile riprendere l’esplorazione della Luna interrotta quasi 50 anni fa. La prima base oltre l’orbita terrestre avrebbe:

  • pannelli solari per produrre elettricità
  • un piccolo habitat per un equipaggio di 4 astronauti
  • un modulo di ricerca
  • un sistema per i veicoli di rifornimento
  • le capsule con equipaggio
  • una camera di compensazione (airlock) per permettere le attività extra-veicolari degli astronauti.

Utilizzerebbe principalmente un propulsore elettrico ad alta potenza per mantenere la sua posizione rispetto alla Luna ma anche per muoversi su diverse orbite nella zona circumlunare.

Un trampolino per Marte
In prospettiva, però, dovrebbe diventare il porto di partenza e di arrivo per le future missioni dirette oltre l’orbita della Luna. Innanzitutto servirà come hangar per assemblare il veicolo di trasporto che porterà i primi equipaggi su Marte. L’astronave per Marte sarà un veicolo riutilizzabile, destinato a viaggiare per molti mesi nello spazio profondo, che utilizzerà una combinazione di propulsione elettrica e chimica. Quando cominceranno i “voli di linea”, il Deep Space Gateway potrà trasformarsi nel terminale di passaggio per gli equipaggi diretti verso il pianeta rosso e nella stazione di servizio dove l’astronave potrà essere sottoposta a manutenzione e rifornimento, prima di un nuovo viaggio interplanetario.