Editoriale. Così l’America progetta il nostro futuro

Così l’America progetta il nostro futuro


Editoriale di Maurizio Molinari, direttore de La Stampa, pubblicato il 31 luglio 2016


Quanto sta avvenendo nei laboratori della Nasa, sul lungomare di Miami-Dade County e nelle aule del Congresso di Washington descrive i contorni di un’America impegnata in una corsa contro il tempo per adattare i consumi di massa ai cambiamenti del clima.

L’Agenzia spaziale americana ha iniziato a testare l’«X-57», l’areo elettrico frutto del programma «New Aviation Horizons» capace, grazie a piccoli 14 motori, di schiudere al trasporto commerciale l’orizzonte delle energie alternative. Realizzato modificando il bimotore italiano «Tecnam P2006», l’avveniristico «X-57» adopera 12 motori per decollare ed atterrare mentre due servono per navigare ad alta quota, puntando a raggiungere una velocità di 280 km/h. Al momento «X-57» riesce a trasportare solo il pilota ma la scommessa degli ingegneri della Nasa è realizzarne cinque perfezionamenti nell’arco di 10 anni arrivando a decollare con almeno 100 passeggeri.

«L’X-57 è il primo, gigantesco passo, verso una nuova era dell’aviazione» spiega Charles Bolden, amministratore della Nasa, perché «porterà alla riduzione del 75 per cento delle emissioni nocive e ad un risparmio di 250 miliardi di dollari fra il 2025 ed il 2050». Ciò significa che i tecnici della Nasa all’opera nella base aerea di Edwards puntano a rivoluzionare il traffico aereo civile in maniera analoga a quanto la Tesla di Elon Musk è intenzionata a fare con le automobili.

Al brusco stop subito con l’incidente avvenuto in Florida in cui in maggio è morto Joshua Brown, Tesla ha risposto con un’analisi spietata dei propri sistemi di auto-guida che hanno portato la commissione Commercio del Senato di Washington ad esaminare nei dettagli ogni aspetto della tecnologia esistente, inclusi i programmi di sviluppo top secret.

L’immagine di ingegneri e deputati impegnati a studiare assieme come perfezionare le caratteristiche del sistema di auto-pilota apre una finestra sul mondo che verrà, dove l’obiettivo delle imprese private come dei Parlamenti è garantire una nuova tipologia di diritto ai cittadini-consumatori: la sicurezza personale nell’uso delle nuove tecnologie. Ma non è tutto perché a Miami-Dade County, South Florida, il sindaco Carlos Gimenez ha deciso di raccogliere la sfida che Michael Bloomberg lanciò alle metropoli d’America quando lasciò nel dicembre 2013 la guida di New York City: proteggere le aree urbane dall’impatto dei cambiamenti climatici.

La task force creata nella Miami-Dade County ha varato un piano da 400 milioni di dollari che prevede l’imposizione ai costruttori immobiliari di una nuova tipologia di imposte tese a raccogliere fondi per realizzare un articolato sistema di valvole, barriere, sistemi di pompaggio, ponti e strade in modo da impedire alle acque di tracimare e invadere le zone abitate a ridosso della costa a seguito del previsto aumento del livello del mare. Che si tratti di ridurre l’inquinamento aereo, proteggere chi viaggia su auto elettriche o convivere con il surriscaldamento degli Oceani, l’America si conferma un laboratorio di creatività e innovazione impegnato a progettare come vivremo nella prossima generazione.

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