Intervista. Il sindaco di Brugnaturo in provincia di Vibo Valentia

Il sindaco del paese sovraffollato: “Non è una questione di numeri ma di politiche di integrazione”


Intervista di Raphael Zanotti pubblicata su La Stampa del 25 luglio 2016



A Brognaturo, in provincia di Vibo Valentia, c’è un profugo ogni cinque abitanti Giuseppe Iennarella è il sindaco di Brognaturo, piccolo paese nella provincia di Vibo Valentia. Con 650 abitanti su un territorio di 25 chilometri quadri a 753 metri sul livello del mare, Brognaturo risulta essere il comune con il più alto numero di richiedenti asilo (146 ospiti) rispetto alla popolazione.

Sindaco, lo sapeva?
«No, ma mi fa piacere».

Molti sindaci in questi giorni si sono lamentati per l’eccessivo carico dei migranti attribuiti dalle prefetture. Voi avete mai avuto problemi?
«No. I richiedenti asilo sono ospitati dall’hotel Lacine, a sette chilometri dal paese. Un albergo che, prima, stentava ad avere qualche stanza occupata».

Vengono in paese?
«Poco. In realtà, essendo vicini a Serra, che ha settemila abitanti, è più facile che vadano lì per fare compere. Io li vedo soprattutto quando vengono in Municipio per le pratiche burocratiche. Sono ragazzi giovani, che hanno visto cose orribili. Mi fa paura solo a pensare a quello che hanno passato».

Secondo il piano allo studio del Viminale, Brognaturo in futuro dovrebbe avere meno di due richiedenti asilo. Cosa ne pensa?
«Che sarebbe una pessima cosa, per noi. Brognaturo è un paese che si sta spopolando. Le uniche attività produttive solo un po’ di turismo, il taglio del bosco e una piccola azienda artigiana, la Grenci, che produce pipe e che nella sua storia può vantare di aver prodotto pipe anche per il presidente della Repubblica Sandro Pertini e per il ct della Nazionale Enzo Bearzot. Fine».

E in che modo la presenza dei richiedenti asilo migliorerebbe questa situazione?
«L’arrivo dei migranti all’Hotel Lacine ha permesso all’albergo di evitare la chiusura. E ha prodotto qualche posto di lavoro: la cooperativa nata per la loro gestione, il pulmino che ogni domenica porta alla messa i migranti cattolici, qualcosa nell’integrazione. Poca roba, ma meglio di niente».

Lei, quindi, li vedere come un’opportunità?
«Sì. Ora stiamo cercando di vedere se è possibile stipulare una convenzione, in modo da offrire qualche lavoretto, in regime volontario, agli ospiti dell’albergo. Ma devo dire che le difficoltà burocratiche sono tante. Lo scorso mese mi è stato chiesto se qualcuno era disposto ad affittare una casa per tre famiglie di migranti che si sono stabilite in zona e che già lavorano a Serra. Sarebbe una bella cosa. Sono convinto che il problema non sia di numeri, ma di integrazione. Qui a Brognaturo porterebbero un po’ di vita. Chi lo sa, magari anche solo un tipo di cucina diversa».

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