Recensione. Blade Runner 2049

Blade Runner 2049: cosa non ha funzionato. Qualità e pecche nel sequel più atteso degli ultimi tempi targato Denis Villeneuve


Questa →recensione di Alberto Nisi è pubblicata su Blasting News Italia il 3 novembre 2017


Ci sono voluti ben trentacinque anni di gestazioni e intricate storie di fantascienza prima di dare alla luce uno dei seguiti più attesi e discussi della storia del cinema: Blade Runner 2049. Ora che è uscito, questo film ha fatto molto parlare di sé generando per la maggior parte buoni consensi di critica e adempiendo al suo quasi impossibile compito di proseguire la storia cominciata da Ridley Scott del 1982. Sebbene Blade Runner fosse un film perfetto in ogni virgola e poco si prestasse alle forzose esigenze produttive di un sequel, risulta(va) lecito provare una logorante curiosità e un briciolo di timore unite alla domanda esistenziale che da anni gravita attorno a questa pellicola: Rick Deckard è un replicante?

Punti di forza
Quesiti e curiosità a parte, Blade Runner 2049 è un film che non lascia indifferenti. Al contrario di molti altri sequel o rimaneggiamenti di pellicole storiche, che sono per lo più mosse da meri intenti commerciali, il film di Denis Villeneuve risulta attento a proseguire un certo tipo di interesse autoriale e a mantenere costante una linea di pensiero legata sia alle tematiche espresse, sia alla messa in scena registica che felicemente rievocano quanto sviluppato da Scott precedentemente.

Visivamente parlando, il film di Villeneuve è inattaccabile. Dalle monumentali ricostruzioni scenografiche alla solida mano del regista canadese, tutto funziona splendidamente. Menzione a parte merita l’esaustivo lavoro di luci realizzato dal maestro Roger Deakins, in grado di riprodurre alla perfezione le ambientazioni spettrali di Blade Runner condite in quest’occasione (parliamo comunque di trent’anni dopo) da un’insolita e opaca luce di fondo che allontana per un attimo il grigiore imperante della Los Angeles del 2019. E se si considera l’enorme responsabilità che Villeneuve aveva sulle spalle, non si può non lodare il suo impegno e il suo talento affermando che più di così non poteva fare.

Cosa non funziona

Blade Runner 2049 risulta estremamente fallace nel tentativo di voler raccontare una storia che se per certi versi appare interessante e prosegue quanto iniziato da Scott anni addietro, per altri non fa che arenarsi in un terreno poco fertile dal quale fuoriesce poco o niente. Le premesse ci sono, il film del regista canadese sviluppa ulteriormente molti degli argomenti presenti nel primo film come l’ambivalenza tra creatore e creatura, la paura del diverso, la presunta superiorità dei replicanti e la necessità da parte di questi ultimi di trovare uno spazio nel mondo per esistere come esseri viventi. A tutto ciò si aggiunge la novità del film, ovvero la scoperta di un segreto sepolto da decenni sotto macerie di ricordi che potrebbe cambiare le sorti dell’umanità.

Ci vogliono quasi tre ore di film per svelare un segreto che non condurrà a nulla se non a un’amara sensazione di incompiutezza e delusione generale per quanto visto. A differenza del predecessore, che rimaneva a tratti intelligentemente incompiuto in modo da dare allo spettatore la possibilità di perdersi in un immaginario di visioni e informazioni tali da poter sviluppare egli stesso teorie e confabulazioni riguardo ai molti temi affrontati, Blade Runner 2049 è letteralmente interrotto nel bel mezzo dell’azione e di quanto di più interessante stava accadendo. I contenuti sono sviluppati da Michael Green e Hampton Fancher (sceneggiatori) in modo superficiale senza dare il giusto spazio a ciò che davvero risulta interessante come la rivoluzione attuata dai replicanti o le mire assolutistiche di Niader Wallace, il villain della storia interpretato da Jared Leto. Nel finale, questi due elementi vengono completamente accantonati senza fornire alcun indizio che chiarisca l’inspiegabile omissione. Più che sequel di un film storico lo si potrebbe facilmente avvicinare al primo episodio di una serie televisiva, volutamente tagliato sul più bello.
Blade Runner 2049 è una maestosa esperienza visiva che non riesce però ad appagare completamente coloro che credevano di vedere cose che gli umani non potrebbero immaginare.


Guida alla lettura

Il video sul canale YouTube di Italiana Contemporanea

E’ una recensione critica interessante perché esprime un giudizio sul film netto e riconoscibile, sottolineato dai titoletti in grassetto: cosa funziona (l’ambizione d’autore, la ripresa delle tematiche del primo Blade Runner, la messa in scena, la fotografia, le luci) e cosa non funziona nel film (la storia è difettosa!). Tuttavia l’interesse di questa recensione è che come tale presenta anche qualche difetto.

Anzitutto non dà informazioni sulla trama del racconto. E’ vero che il regista ha pregato i giornalisti e i recensori di non guastare la sorpresa agli spettatori, ma in una recensione l’aspetto informativo deve avere un suo spazio. Da segnalare comunque la ricca informazione sul team che ha costruito il film: il regista, gli sceneggiatori, il curatore delle luci…

Ma il vero difetto di questa recensione sta nel suo stile espressivo, che è inutilmente involuto nella sintassi, prolisso e poco preciso nel lessico .

Qualche esempio.

Sintassi. Esempio 1

Ora che è uscito, questo film ha fatto molto parlare di sé generando per la maggior parte buoni consensi di critica e adempiendo al suo quasi impossibile compito di proseguire la storia cominciata da Ridley Scott del 1982.

I due gerundi “generando” e “adempiendo” creano una sintassi inutilmente  accartocciata che non giova alla chiarezza. Si potrebbe forse dire così.

Ora che è uscito, questo film ha fatto molto parlare di sé generando per la maggior parte buoni consensi di critica per il consenso di critica e per il coraggio nel adempiendo al suo quasi impossibile compito di proseguire la storia cominciata da Ridley Scott del 1982.

31 parole invece di 38.

Sintassi. Esempio 2

(…) il film di Denis Villeneuve risulta attento a proseguire un certo tipo di interesse autoriale e a mantenere costante una linea di pensiero legata sia alle tematiche espresse, sia alla messa in scena registica che felicemente rievocano quanto sviluppato da Scott precedentemente.

Anche qui occorre notare l’involuzione della sintassi che non giova alla chiarezza del pensiero. Forse si potrebbe dire così.

(…) il film di Denis Villeneuve risulta attento a proseguire un certo tipo di interesse autoriale ha un’ambizione autoriale e  a mantenere costante una linea di pensiero legata sia alle tematiche espresse, sia alla messa in scena registica che felicemente rievocano quanto sviluppato da Scott precedentemente si mantiene fedele sia alle tematiche sia alla messa in scena registica già proprie del film di Scott.

o ancor meglio: (…) il film di Denis Villeneuve manifesta sia ambizione autoriale sia fedeltà alle tematiche e alla messa in scena, già proprie del film di Scott.

24 parole contro le 42 originali.

Ci sono altri esempi di involuzione sintattica che potreste individuare e correggere.

Lessico. Esempio 3.

Anche il lessico presenta qualche difetto di pertinenza.

Menzione a parte merita l’esaustivo lavoro di luci realizzato dal maestro Roger Deakins, (…)

“Esaustivo” significa “che tende a esaurire, a trattare in modo compiuto un determinato soggetto: trattazione, dimostrazione e.; ...

Ma di “un lavoro di luci” si può dire che è “completo”, “esaurito”, “compiuto”? Sarebbe forse meglio dire: Menzione a parte merita il magistrale lavoro di luci realizzato da Roger Deakins, (…)

Che ha il pregio di indicare l’eccellenza del lavoro e del suo autore con un solo aggettivo.

Lessico. Esempio 4.

Blade Runner 2049 risulta estremamente fallace nel tentativo di voler raccontare una storia

Questo è proprio un errore di significato. “Fallace” significa “che può illudere, ingannare, indurre in errore, e, più spesso, che inganna, che induce in errore: indizio, segno f.; argomentazione, giudizio f.; previsione, speranza f

L’autore invece voleva dire che il  film “fallisce” nel tentativo etc…

Ci sono ancora molti altri esempi: a voi individuare e proporre una correzione!

 

 

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