Recensione. Fuocoammare

Fuocoammare


Questa →recensione di Alessandra Levantesi Kezich è stata pubblicata su La Stampa del 20 febbraio 2016


 Fuocoammare, titolo italiano in gara per l’Orso d’oro a Berlino, ha la qualità di essere diverso da quello che ci si può aspettare. Usuale approdo di migliaia di profughi africani e mediorientali in fuga dalla miseria e dalle guerre, Lampedusa è stata spesso al centro delle cronache dei Tg e ci pare di conoscerne la realtà. Ma il documentarista Gianfranco Rosi ne mostra un aspetto che i media con il loro occhio «pigro» – metaforicamente il problema da cui è afflitto Samuele, un simpatico bambino del luogo – non sono in grado di cogliere.
Da una parte un paesaggio invernale, una terra rocciosa circondata dal mare e battuta dai venti, una piccola comunità di pescatori attaccati alle tradizioni e alla famiglia e come ignari della tragedia che si consuma a largo delle coste. Dall’altra uomini donne bambini ammassati su imbarcazioni scalcinate – disidratati, affamati, moribondi o morti – che un personale specializzato, infilato in stranianti tute anti-contagio, trae in salvo, esamina e conduce nei luoghi di accoglienza. A connettere i due mondi una straordinaria figura di medico; e un’idea ecumenica di dignità e calore umano, che annulla i confini di razza e di lingua.

FUOCOAMMARE
Documentario
Di Gianfranco Rosi
Italia 2016

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