Clip. In che modo i soli in miniatura potrebbero fornire energia pulita e a basso costo

In che modo i soli in miniatura potrebbero fornire energia pulita e a basso costo


Clip pubblicata sul sito di La Stampa il 16 novembre 2018

In che modo i soli in miniatura potrebbero fornire energia pulita e a basso costo (cliccate l’immagine)

In un mondo preoccupato dal riscaldamento globale e dalla dipendenza da combustibili fossili c’è urgenza di trovare fonti di energia alternativa sostenibili. Una di queste è la fusione nucleare, cioè la fusione di nuclei atomici per creare masse di energia attraverso la loro compressione. In particolare si parla della fusione termonucleare controllata, un processo pulito, senza emissioni, e relativamente sicuro. In pratica lo stesso processo che alimenta il nostro Sole. Il problema finora è stato quello di ricavare l’enorme quantità di energia che serve per esercitare una tale pressione da far fondere assieme i nuclei. Il punto di guadagno energetico, in cui si ricava più energia di quella immessa, è difficile da raggiungere. La sfida è anche come costruire una struttura abbastanza forte da contenere il plasma fuso sotto la spinta delle enormi pressioni richieste. Ci sta provando da decenni il progetto internazionale ITER, in latino “la via”, che sta costruendo il più grande impianto di fusione sperimentale al mondo nel sud della Francia. Purtroppo non entrerà in funzione prima del 2025 e l’applicazione commerciale arriverà molto tempo dopo. Iniziative nazionali e private puntano a velocizzare i tempi e ridurre le dimensioni degli impianti. L’autorità per l’energia atomica britannica, sta costruendo nuove strutture al Culham Science Center vicino a Oxford. Si tratta di reattori sferici che utilizzano superconduttori ad alta temperatura. Ne ha costruiti finora 3 con un involucro spesso 3 centimetri in acciaio inossidabile che ha permesso il raggiungimento di temperature di oltre 15 milioni di gradi Celsius, più caldo del nucleo del Sole. L’azienda punta ad ottenere 100 milioni di gradi Celsius, a raggiungere il guadagno energetico entro il 2022 e a fornire energia alla rete nel 2030.