Tesi di laurea. La liberalizzazione del trasporto ferroviario regionale. Cap. I

Tesi di laurea. La liberalizzazione del trasporto ferroviario regionale. Cap. I: riassunto.  La liberalizzazione del trasporto ferroviario. Istituzioni, mercato e servizio pubblico


Questa →tesi di laurea di Luca Bellodi dell’anno accademico 2015/16, presso l’Università LUISS di Roma, relatore il Prof. Antonio La Spina, correlatore:il prof. Marcello Messori è pubblicata sul sito dell’università


Poiché laddove c’è un sufficiente margine di scelta c’è una politica pubblica, la liberalizzazione del trasporto ferroviario è caratterizzata da un triplice livello di policy (politica applicata in modo pragmatico ndr) : europeo, nazionale e regionale.
Nonostante il tema di questo studio fossero le politiche di liberalizzazione del trasporto ferroviario regionale, non è stato possibile prescindere dall’inquadramento sistemico delle politiche che hanno interessato l’apertura del mercato ferroviario in generale. (…)

Negli anni Novanta la Commissione Europea ha inaugurato un lungo processo di riforma del mercato ferroviario, cercando di ovviare alla decrescente quota modale del trasporto su ferro rispetto a quello su gomma. Le esternalità negative in termini di impatto ambientale, salute dei cittadini e congestione delle vie stradali fu così affrontato con l’emanazione di una serie di pacchetti ferroviari che mirassero al risanamento dell’industria attraverso l’instaurazione di elementi concorrenziali e alla creazione di un mercato unico anche per i servizi di trasporto.

La direttiva 91/440/CE è il primo strumento volto ad avviare la politica di sviluppo e di liberalizzazione del trasporto ferroviario. Fissando il principio di autonomia e indipendenza delle imprese ferroviarie dagli Stati e il principio di separazione delle attività di gestione della rete e del servizio, il policy-maker europeo (Chi ha il potere di elaborare e determinare orientamenti e strategie in merito alle questioni più rilevanti per la società e la politica ndr) tenta innanzitutto di liberare un mercato dominato fino ad allora da monopoli pubblici. Attraverso i successivi interventi legislativi, la liberalizzazione si espanse fino ad arrivare alla piena apertura del mercato dei servizi di trasporto merci (dal 1 febbraio 2007), del trasporto internazionale passeggeri (dal 1 gennaio 2010) e del trasporto nazionale passeggeri (da realizzarsi entro il 2019). Tutti questi interventi sono poi stati ‘rifusi’ nella direttiva ‘recast’ 2012/34/UE, che razionalizza in un testo unico e coerente il quadro normativo di riferimento per il trasporto ferroviario.

L’Italia è compliant (ruolo di chi si adegua, obbedendo ad una direttiva ndr) per quanto riguarda l’adeguamento della legislazione nazionale agli obblighi derivanti dalla politica europea, tant’è che – eccezion fatta per il ritardo con cui ha recepito la separazione tra rete e servizi – c’è stata una sorta di mirror development (sviluppo conforme ndr) della politica nazionale, che si è progressivamente coordinata a quella europea.

Sul tessuto organizzativo che scaturisce dalla forza riformatrice della politica di liberalizzazione europea prende forma la liberalizzazione del trasporto ferroviario regionale. Infatti, il riconoscimento di certi segmenti di trasporto come attività a forte valenza sociale ha condotto alla definizione di regole speciali per il trasporto pubblico locale e, di conseguenza, anche per il trasporto ferroviario regionale.
(…)
Benché la policy europea faccia chiarezza in merito all’organizzazione del trasporto pubblico locale, non è riuscita a garantire a procedure competitive per l’affidamento dei servizi quel grado di coercizione che avrebbe obbligato le regioni a instaurare forma di concorrenza per il mercato nella gestione del trasporto ferroviario regionale. Questo compito è ora nelle mani del quarto pacchetto ferroviario, che è attualmente in discussione presso le istituzioni europee. Con la proposta di modifica del regolamento n. 1370, infatti, si renderebbe la gara obbligatoria dal 2 dicembre 2019, dando così un forte impulso alla liberalizzazione del trasporto ferroviario regionale.

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