Perché sono in crisi le democrazie moderne?

Perché sono in crisi le democrazie moderne? Un commento di Paul Krugman, economista, pubblicato su LaStampa del 1 aprile 2022 col titolo “Putin, arroganza e pregiudizio, l’Occidente non è così decadente. La nostra vulnerabilità non deriva dal declino dei valori tradizionali della famiglia, il problema è la crisi dei principi su cui si fondono le nostre democrazie“. In ItalianaContemporanea il commento di Krugman è pubblicato nella pagina “Digitale e democrazia“.

Il testo è tradotto da Anna Bissanti (© 2022, The New York Times), consta di 1.035 parole e richiede 4′ e 15″ di lettura


L’invasione di Vladimir Putin dell’Ucraina è stata, prima e più di ogni altra cosa, un crimine – e, in verità, mentre leggete queste parole i crimini di guerra proseguono. Ma è stata anche un abbaglio colossale. In meno di cinque settimane Putin ha annientato la reputazione delle forze armate russe, ha malridotto l’economia della sua nazione e ha rafforzato le alleanze democratiche che sperava di danneggiare. Come ha potuto commettere un errore così catastrofico?
Sono sicuro che parte della risposta è imputabile alla sindrome dell’uomo forte: Putin si è circondato di persone che gli dicono quello che lui vuole sentirsi dire. Tutto lascia intendere che si sia avviato a questa débâcle credendo nella sua stessa propaganda riguardo sia alla bravura marziale del suo esercito sia alla voglia degli ucraini di sottomettersi a un regime russo.
Ci sono, però, anche buoni motivi per ritenere che Putin, come molti suoi ammiratori in Occidente, abbia pensato che le democrazie moderne erano troppo decadenti per offrire una valida resistenza.
Eccoci al punto: quando penso agli Stati Uniti, temo che l’Occidente sia reso sul serio più debole dalla sua decadenza, ma non la decadenza del tipo che ossessiona Putin e quanti ripongono fiducia in lui. La nostra vulnerabilità non deriva dal declino dei tradizionali valori della famiglia, bensì dal declino dei tradizionali valori democratici, per esempio credere nella legalità ed essere disposti ad accettare i risultati elettorali che non sono quelli che si sperava fossero.
Naturalmente, l’idea che i facili costumi portino alla distruzione delle grandi potenze risale a molti secoli fa. Nella versione hollywoodiana della storia l’Impero Romano crollò perché le sue élite erano troppo impegnate nelle orge per prendersi la briga di sconfiggere i barbari. Di fatto, le tempistiche di questa versione sono sbagliate, ma ci ritornerò tra poco.
Chi si colloca a destra, oggi, sembra seccato, più che dalla debolezza che nasce dalla licenziosità sessuale, dalla debolezza originata dall’eguaglianza di genere: Tucker Carlson aveva ammonito che l’esercito cinese stava diventando «più mascolino», mentre il nostro stava diventando «più femmineo, a prescindere da quello che femmineo vuol dire, visto che uomini e donne non esistono più». Il senatore Ted Cruz ha ritwittato un filmato nel quale si mettono a confronto un video di reclutamento dell’esercito degli Stati Uniti e le riprese di un paracadutista russo dalla testa rasata e ha dichiarato che un «esercito ‘woke’ ed effeminato» potrebbe non essere una grande idea.
Sarebbe interessante scoprire che cosa ne è stato di quel paracadutista da quando Putin ha invaso l’Ucraina. In ogni caso, le pesanti perdite collaterali subite dall’esercito «anti-woke» russo, quando non è riuscito a prevalere sulle forze ucraine di gran lunga inferiori, hanno confermato quello che chiunque abbia studiato la storia sa bene: le guerre moderne non si vincono con la spavalderia da macho. Il coraggio e la perseveranza fisica e morale sono essenziali come non mai; ma lo sono anche altre cose più ordinarie, come la logistica, la manutenzione dei veicoli e i sistemi di comunicazione che funzionano.
A proposito: non posso fare a meno di ricordare di passaggio che i recenti avvenimenti hanno confermato anche il truismo secondo cui molti uomini, forse la maggior parte, che si atteggiano a tipi duri, poi non lo sono…
La risposta di Putin all’insuccesso in Ucraina è stata estremamente trumpiana: insiste di contino che la sua invasione sta andando «secondo i piani», si rifiuta di ammettere di aver commesso degli errori, si lamenta della cultura della cancellazione. Mi aspetto quasi che presto diffonda carte geografiche delle battaglie in corso modificate con un tratto di pennarello nero indelebile Sharpie.
Ma torniamo al tipo di decadenza che conta sul serio.
Come ho detto poco sopra, la versione hollywoodiana del declino e della caduta di Roma antica non regge a un’analisi rigorosa. È vero: i bottini di guerra dell’impero resero possibile una vita di gran lusso per un numero esiguo di persone, tra cui, forse, qualche orgia qua e là. La controparte moderna più vicina all’élite di quei tempi sarebbe quella… degli oligarchi russi. Roma, però, mantenne per secoli la sua integrità territoriale e il suo valore militare dopo l’ascesa di quella élite libertina e viziata.
E allora: che cosa andò storto? Gli storici avranno sicuramente molte teorie, ma una cosa è certa: grande peso l’ha avuto l’erosione delle norme che avevano contribuito a instaurare la legittimità politica, sommata alla crescente predisposizione di alcuni antichi romani, soprattutto dopo il 180 d.C., a ricorrere alla violenza gli uni contro gli altri.
Naturalmente, quanto sta accadendo oggi negli Stati Uniti non assomiglia in alcun modo ai problemi dell’antichità. Eppure, di questi tempi, non passa mese senza che vi siano nuove rivelazioni su come un’ampia fetta dell’apparato politico americano, comprendente i membri dell’élite politica, disprezzi i principi democratici e sia disposta a fare di tutto pur di vincere.
È incredibile quanto rapidamente abbiamo normalizzato il fatto che l’ultimo Presidente ha cercato di restare al potere malgrado fosse sconfitto alle elezioni e che una folla inferocita, da lui aizzata, abbia fatto irruzione in Campidoglio. Molte persone hanno preso parte al tentativo di rovesciare il risultato elettorale – e tra questi, come abbiamo appreso da poco, anche la moglie di un giudice della Corte Suprema, ancora in carica, che non si è nemmeno astenuto nelle cause riguardanti il tentato colpo di Stato.
Come se non bastasse, mentre il tentativo di Donald Trump di restare in carica è fallito, buona parte del suo partito, nei fatti, ha sostenuto in retrospettiva quella manovra.
Perché tutto ciò è importante per l’Ucraina? Putin in verità ha scommesso sul fatto che un Occidente effeminato sarebbe rimasto semplicemente a guardare, mentre lui portava avanti il suo progetto di conquista. Invece, il presidente Biden ha mobilitato con buoni risultati una alleanza democratica che si è adoperata subito per inviare aiuti all’Ucraina e ha contribuito a umiliare l’aggressore.
La prossima volta che una cosa del genere accadrà, tuttavia, l’America potrebbe non riuscire a mettersi alla guida di una valida alleanza tra le democrazie, perché noi stessi avremo rinunciato ai nostri valori democratici.
Se volete la mia opinione, la vera decadenza è questa.

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Author: Redazione
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