Analisi del testo. Leonardo e Camilla, e il loro doppio

La mentalità dell’Alveare. Leonardo e Camilla, e il loro doppio. Analisi del testo

Questa analisi testuale è di Ferdinanda Cremascoli, ed è un contributo originale per italianacontemporanea.org


Protagonisti della storia narrata ne La mentalità dell’Alveare sono Leonardo Negri e sua moglie Camilla Ottolenghi. Intorno al 2003 i due si incontrano all’Università, ad un banchetto autogestito dove si fotocopiano i manuali di studio, in polemica col diritto d’autore. Camilla si interessa già di politica, è di Rifondazione Comunista. Ha un aspetto molto aggressivo, e tenero nello stesso tempo: sembra «una quattordicenne travestita da strega – calze a rete nere, minigonna nera, cardigan nero aperto su una maglietta bianca lacerata ad arte, ma coperta sin quasi alla vita da una liscissima chioma rosso acceso» (p.11) Leonardo, un ragazzone «massiccio, sorridente come un rugbista» (p.12), un po’ goffo, i capelli biondi, vestito con un loden del padre «con lembo sfrangiato», è appena arrivato dalla Maremma, è di Rosignano, è molto attratto da questa ragazza che gli fotocopia il suo manuale di Diritto, spiegandogli il senso delle sottolineature gerarchizzate che ha fatto sul testo. I due si piacciono molto, si frequentano, poi a vanno a vivere insieme, infine nel 2013 si sposano. Camilla continua a fare vita da studente: non è chiaro se si laurea, comunque  presta assistenza legale quasi gratis in un centro contro la violenza sessuale, fonda il circolo TreffPunkt di Milano Isola, ed è tra i fondatori, nove studenti idealisti e squattrinati come lei, della Rete dei Volonterosi a Milano. Leonardo si laurea e vince un posto di ricercatore in Storia delle dottrine economiche all’Università Statale di Milano. Entra anche lui nella Rete ma «di riflesso», non è tipo da impegnarsi direttamente, mentre Camilla aderisce con grande entusiasmo, affascinata dall’idea di democrazia diretta.

Specularmente alla coppia Camilla e Leonardo, il lettore segue anche le vicende di un’altra coppia, Alice Terracina e Filippo Barbarelli. L’impegno politico fa incontrare i due con Camilla e, per estensione, con Leonardo. Alice lavora all’ufficio grafico del “Sole 24 Ore” e fin dall’inizio cura manifesti e volantini della Rete dei Volonterosi; Filippo da consigliere di Zona, è stato protagonista di una forte campagna d’opinione contro la speculazione edilizia. Filippo si è iscritto alla RdV dopo Alice e Camilla, ma ha acquisito tanta visibilità da essere subito eletto in Consiglio comunale. Le due donne tuttavia non ne hanno a male. Sanno che la vita politica di un cittadino-eletto è molto dura.

Filippo e Alice sono più amici di Camilla che di Leonardo, ma si frequentano tutt’e quattro con piacere, perché hanno, apparentemente, le stesse idee politiche. Nel corso dei due anni successivi però, Leonardo e Alice da un lato, e Camilla e Filippo dall’altro seguono percorsi che si divaricano. Alice e Leonardo sperimentano ciascuno per conto proprio una medesima e progressiva emarginazione dalla vita dei loro compagni, mentre Filippo e Camilla sono sempre più coinvolti nella vita politica tanto da non lasciar spazio a nient’altro. Nel momento critico della bufera scatenatasi sull’Alveare contro Leonardo, Filippo e Camilla constatano, anche con rammarico, che i loro rispettivi compagni si stanno allontanando da loro. Filippo nota che Alice si disinteressa sempre più della politica: «È come se vedermi in Consiglio le abbia fatto cambiare idea su qualcosa» (p. 120). Camilla fa la stessa osservazione su Leonardo, quasi con le stesse parole: «Da quando sono in Consiglio mi sembra che la politica lo interessi di meno. La Rete lo infastidisce». (p.118)

Il caso di Alice si evolve in una progressiva presa di distanza da Filippo, man mano che lui rivela un comportamento da politico di mestiere, che non capisce, perché è troppo impegnativo per una donna che manifesta «un ostinato attaccamento all’idea di sé come adolescente» (p. 24). Filippo osserva: «Se leggi su Internet, sull’Alveare ti rendi conto che un sacco di gente non ha idea di come vadano davvero le cose in politica. Pensano che sia come un forum, pensano che tutti siano come noi – sono idealisti, semplificano». (p. 120).  Filippo invece matura un’esperienza che lo porta ad un certo cinismo: verso ogni idea, anche quando è convinto che sia buona, mantiene un atteggiamento possibilista, tenendosi le mani libere. Benché faccia proprio l’espediente di Leonardo per comprarsi casa, accetta subito il parere di Lorena Serviati, che invece lo stronca. Filippo impara presto a stare nell’Alveare e a scrivere in questo forum: quando presenta l’idea di Leonardo dà «al resoconto il taglio più efficace, «molto breve (…) molto personale (…) con un condimento di valutazioni ed epiteti coloriti (rivolti alle banche, e agli speculatori edilizi)», perché creano empatia col lettore. (p. 32). Filippo è scaltro: accoglie subito il suggerimento di Alice circa lo pseudonimo con cui firmare il post di sostegno all’idea di Leonardo. Ma soprattutto Filippo coltiva  le relazioni “giuste”: può chiamare il servizio tecnico dell’Alveare e con autorità far bloccare la discussione. Quando allo scadere del secondo mandato finiscono i suoi rapporti con la RdV, non finisce certo la sua carriera: passa al Pd ed è eletto deputato. 

Alice e Filippo sono personaggi che solo apparentemente somigliano ai loro due amici, in realtà sono fatti di un’altra pasta, forse più grezza e questa differenza serve a delineare con più chiarezza i protagonisti: Leonardo, che paga il prezzo più alto ad un agire politico che ignora i pericoli che esso stesso crea, e Camilla che di questo stesso agire diventa docile strumento.

Mentre Alice si allontana da Filippo senza drammi, per Camilla è più difficile lasciare Leonardo che ama, ma non abbastanza. Camilla non è scaltra come Filippo, anzi è lui che la guida, parla spesso a nome suo quando incontra informalmente altri consiglieri, ogni tanto le suggerisce «chi vedere quando, cosa chiedere a chi» (p.58). Camilla non coltiva (o non coltiva ancora) le stesse “giuste” relazioni di Filippo: si meraviglia molto quando lui blocca con una telefonata la discussione sull’Alveare nel momento più pericoloso. Tuttavia Camilla è dotata di una brillante capacità polemica, come dimostra l’episodio del giornalista che le fa domande sulle quote rosa cercando di metterla in difficoltà. Soprattutto Camilla, come Filippo, è molto ambiziosa. Alla nomina in Consiglio comunale arriva con un’azione legittima ma discutibile, che la tormenta, ma non abbastanza da rinunciarvi. Lei stessa ha aperto una Consultazione su Alfredo Sottocorno, un vecchio amico, che potrebbe però nuocere alla sua posizione nella RdV. È il suo ruolo politico che Camilla protegge, sempre, anche contro Leonardo. A 32 anni Camilla non ha una professione, perché  il suo obiettivo professionale, mai dichiarato esplicitamente ma tenacemente perseguito, è la politica: il centro antiviolenza, il TreffPunkt, il Consiglio comunale… e alla fine … Roma, dove dopo il divorzio da Leonardo, approda col suo nuovo compagno, forse come consulente di una qualche task force parlamentare! 

Eppure Camilla a differenza di Filippo è animata dalla convinzione di agire in nome di una scelta ideale. Capisce che l’esperienza politica esige un impegno faticosissimo e pervasivo. Durante la pausa della breve vacanza con suo marito Camilla riesce finalmente a dormire e l’ultima sera di vacanza riesce ad esprimere tutta la sua tensione. Da quando è cittadina-eletta si sente schiacciata dalle incombenze e dalla paura delle critiche cattive e superficiali. Malgrado ciò, non solo non se ne stacca, ma esige moralmente che suo marito condivida con lei la stessa passione, e non gli perdona l’atteggiamento tiepido nell’adesione alla Rete. Quando monta lo scandalo, lei gliene fa colpa e vive tutto il comportamento di lui come un attacco personale. Camilla esige da Leonardo un’adesione totale alle sue scelte, mischia cioè i suoi sentimenti per lui con le sue scelte ideali, con i suoi impegni morali.

Quanto a Leonardo non c’è dubbio che ami molto sua moglie. Ne ammira l’impegno intenso nel Consiglio comunale, ne scopre anche l’acume politico, e le è infine molto grato perché con grande tempismo è passata all’azione contro Sottocorno per proteggerlo, pensa. «Il dubbio che ci fosse qualcosa di diverso dall’altruismo nelle motivazioni di Camilla non lo sfiorò neppure per un istante» (p. 52). Lui, Leonardo, si sente sempre, e un po’ colpevolmente, un passo indietro a lei, e sa che lei disapprova. Quando cercano febbrilmente il post di Lorena Servati per difendersi dalle accuse che montano, Camilla chiede a Leonardo se ha provato a cercare nel servizio Internet Archive, alla sua risposta negativa e motivata (l’Alveare è accessibile ai soli iscritti e dunque non è indicizzato su Internet), lei replica gelida «E quindi pensi che, nel dubbio, non valga la pena di provare». (p. 166). 

In effetti Leonardo non condivide l’adesione a tutto tondo alla RdV di sua moglie. La sua è un’adesione critica. Quando Lorena Serviati, a nome della Rete si pronuncia sulla sua proposta, Leonardo pensa che sia corretta l’osservazione sugli attacchi degli avversari politici, ma ritiene che la RdV abbia la forza di contrastarli esponendo le proprie ragioni. «Siamo nella posizione di reggere un attacco dei giornali» (p. 41). Leonardo ritiene giusta la legge anti pignoramento della prima casa, così come aderisce in seguito alla proposta di legge sul taglio degli stipendi pubblici.  Ma la sua adesione a queste proposte ha tratti originali. L’indipendenza di giudizio di Leonardo si manifesta nella sua decisione di costituire la Onlus Casa 2.0, indipendentemente dalla RdV. In origine, a dire il vero, Leo pensa di fondare un’azienda, ma Camilla, Alice e Filippo lo scoraggiano, facendogli notare che quanto propone in definitiva è un «raggiro legale» (p. 46). Tuttavia Leonardo, forse per generosa e ingenua convinzione, forse per sostenere le sue idee, si propone  di offrire gratis la consulenza per ottenere il mutuo a chi ne ha bisogno. Sostiene il diritto di scelta: si può scegliere di non fruire della protezione della legge antipignoramento sulla prima casa. La Onlus Casa 2.0 è anche osservatorio interessante che dà modo a Leonardo, studioso di società ed economia, di abbozzare una sua tesi economica. Un suo discorso in un convengo a Londra, cui partecipa su invito della prestigiosa “London School of Economics”,  è applaudissimo. Leonardo sostiene che in un’economia pianificata, uno spazio di libero mercato si crea in modo autonomo come risposta a bisogni specifici e personali ; dunque lungi dal sostenere ipotesi liberiste, Leonardo ritiene che «tanto vale pianificare il più possibile, e lasciare che l’istinto naturale al libero mercato, come un liquido, riempia le crepe e le concavità», ottenendo così il meglio dei due sistemi, quello a economia liberista e ad economia pianificata. Nel dibattito come esempio illustrativo Leonardo cita, senza nominarla esplicitamente, l’esperienza di Casa 2.0, che suscita l’interesse del giornalista Christopher Roark del “Guardian”. Nasce così l’invito a collaborare con questo importante giornale. Questa proposta e l’invito e l’altro a lui personalmente dalla “London School of Economics” segnalano il valore personale di Leonardo, e il suo meritato successo, e la causa della sua rovina.

Leonardo non è un politico, è un professore. Travolto dai sospetti del mondo della RdV che crede suo, si accorge di parlare addirittura un’altra lingua. Scopre il ruolo inquietante dei nuovi social media nel costruire quella che per molti finisce coll’essere la realtà, scopre il potere che hanno nell’interferire con le vite degli altri. E il prezzo che gli tocca pagare è altissimo.

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