Intervista. Il Covid rivelatore

Vi presentiamo qui un’intervista Facebook, per la pagina Pillole di Ottimismo, a Luciano Gattinoni, professore emerito dell’Università di Milano, e attualmente guest professor all’Università di Göttingen. Luciano Gattinoni dialoga con un altro professore Piero Sestili, professore associato all’Università di Urbino.

Guida all’ascolto

I primi cinque minuti. Presentazione del tema in discussione: il trattamento dei pazienti nei vari sistemi sanitari europei, le terapie e le terapie intensive. Presentazione di intervistato e intervistato.

Da cinque a quattordici minuti. Perché in Germania si riesce a gestire il Covid meglio che in altri paesi europei? Difficile rispondere. Lo stereotipo sui tedeschi è che siano sempre molto organizzati, poco creativi, ma tesi a prevenire i problemi piuttosto che a rincorrerli. Ma al di là del luogo comune, occorre dire che in Germania c’è una forte connessione tra i medici di base e gli ospedali. Non è così in Italia: la medicina territoriale non è servizio sanitario nazionale, è convenzionata, ma non è parte del servizio sanitario nazionale. Dunque è il contesto generale ad essere diverso. Non è tanto l’ospedale, non è l’efficacia della terapie e delle terapie intensive che sono simili in tutta Europa; è il contesto ad essere diverso. L’esempio di come sono gestiti i tamponi.

Da quindici a venti minuti. La questione dell’opposizione tra studi clinici randomizzati e l’affidabilità delle pratiche migliori. La medicina dell’evidenza e la pratica. Il termine “evidenza” non ha lo stesso significato in Italia e nel mondo anglosassone. Da noi “evidenza” è il risultato di rigorosi studi clinici, che richiedono alcuni anni in quanto ricerca scientifica: è “evidente” ciò che è “scientificamente dimostrato”. Nel mondo anglosassone “evidenza” è la realtà disponibile, la connotazione del nome è pragmatica: nel caso del Covid, una malattia non nota con la quale ci stiamo confrontando da pochi mesi, l'”evidenza” è il sapere che stiamo costruendo giorno per giorno; non può essere il risultato di una dimostrazione scientifica, perché non ce n’è stato il tempo, è piuttosto ciò che i medici apprendono sulla malattia e sulle possibili terapie, assistendo ora i malati.

Da ventuno a ventisette minuti. Come si affronta la malattia. Esistono tre approcci. Il trattamento eziologico: impossibile perché la malattia non è ancora sufficientemente studiata. Il trattamento fisio-patologico (qui per il Covid la pratica clinica ha evidenziato due armi potenti: un cortisonico e l’eparina). Trattamento sintomatico. Nel caso del Covid è l’assistenza respiratoria, che consente di guadagnar tempo in modo che la malattia sia sconfitta dalla reazione del corpo e dalle cure della malattia.

Da ventotto a trentatré minuti. Riprende il tema dei trattamenti terapeutici del Covid. A voi individuare l’opinione che vi è manifestata.

A voi individuare il tema e l’opinione che vi è espressa nei venti minuti conclusivi dell’intervista.


Questo testo è rubricato nel tema “Covid-19”


 

Total Page Visits: 109 - Today Page Visits: 2