Tex
La cella della morte
↖️ Cinque episodi costituiscono “La cella della morte”, «un epico racconto di caduta, riscatto e redenzione, nonché una delle storie più lunghe mai dedicate al personaggio creato da Gianluigi Bonelli».
Nel 2019 la casa editrice Sergio Bonelli pubblica in un unico volume dal titolo “La cella della morte”, una storia già pubblicata nel 1972 in cinque albi consecutivi, i numeri 141, 142, 143, 144 e 145.

Un misterioso affarista di Flagstaff vuole impadronirsi dell’oro della riserva navajo. Tex è l’ostacolo da rimuovere. Dunque ordisce un piano per far accusare Tex di omicidio e ottenere la sua condanna a morte. La trappola scatta e Tex finisce in prione.

Poiché il processo si conclude con la condanna a 20 anni, l’uomo di Flagstaff cerca già durante il trasferimento di eliminare Tex. Ma non ci riesce anche perché i tre pards e 30 guerrieri navajos proteggono il cammino.
Ed eccoci all’albo che dà poi il titolo al volume del 2019. (Le 5 puntate hanno avuto un così grande successo che sono state ristampate più volte dal 1972 al 2019. La storia editoriale è ricostruita in ComicsBox).

Il sergente Murdock è avvicinato dall’uomo di Flagstaff. Per conto del direttore sempre ubriaco, Murdock dirige la prigione ed è quindi lo strumento ideale per uccidere Tex. Intanto il piano ordito fin dall’inizio comincia a dispiegare i suoi effetti negativi sui navajos: il nuovo agente indiano è un tirapiedi dell’uomo di Flagstaff, provoca incidenti e quindi l’intervento militare per deportare i navajos. Ma questi si difendono, guidati da Kit e Tiger, con azioni di guerriglia.

Intanto Tex è aiutato a evadere dalla prigione ed è protetto dagli indiani Mohaves, che normalmente riprendono i prigionieri fuggiaschi, spesso lasciati evadere con lo scopo di ucciderli e intascare la taglia. Con Tex le case vanno diversamente: è Carson che elabora un piano per liberarlo e cominciare così le indagini per appurare i fatti e le responsabilità.

L’ultimo numero, 145, è dedicato allo scioglimento della intera vicenda. Tex è riconosciuto innocente e riacquista la sua posizione.

I due autori storici di Tex. Gianluigi Bonelli (1908-2001) e Aurelio Galleppini (1917-1994). Foto da Wikipedia, rielaborate.
Di questo specifico episodio sono autori Gianluigi Bonelli e il disegnatore Erio Nicolò (1919-1983), ma le copertine sono di GALEP, cioè Aurelio Galleppini.


La cella della morte
Infografica di Nanda Cremascoli

Se fossi stata un navajo dell’epoca di Tex, avrei difeso il mio mondo: la caccia, la tenda, gli dèi, le feste della mia gente. Convinta che quella fosse la vita migliore.
Ma la determinazione degli affaristi e il comportamento di Tex stesso che deposita l’oro a Gallup avrebbero potuto aprirmi gli occhi: perché non gestire noi stessi quella risorsa? Quell’oro poteva spezzare la fame, dare istruzione, offrire cure, migliorare la vita dei nostri nipoti, votati invece ad un destino di emarginazione. Perché questo non è accaduto? certamente per molte ragioni, ma una è nell’idea che la tradizione debba essere immobile.




